Penso che sia evidente a tutti che il mondo, così come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi, sta cambiando: gli Stati Uniti non sono più l’unica grande potenza e forse tra breve ci sarà il sorpasso della Cina, c’è la guerra Russia-Ucraina, la guerra tra Israele e Hamas, la paura che scoppi una nuova guerra mondiale e che qualcuno possa usare una bomba atomica, la paura che un giorno la Cina possa invadere Taiwan provocando una possibile reazione degli USA, i gravi problemi all’economia mondiale creati dalla politica di Trump etc..
Forse tra non molto lo scenario mondiale sarà completamente diverso.
Una delle questioni all’ordine del giorno è il tema del “riarmo” dell’Europa, che pone numerosi interrogativi: i vari Stati hanno ragione di riarmarsi per timore della Russia o non c’è motivo? Devono spendere cifre enormi in armamenti, per soddisfare le richieste della Nato e degli USA o ignorarle ? Devono creare un esercito europeo o rafforzare gli eserciti nazionali? In molti stati esiste anche una cultura fortemente pacifista, secondo cui per raggiungere l’obiettivo della pace mondiale bisogna rinunciare per sempre alle armi, agli eserciti, alla stessa idea della guerra.
Io penso che per farsi un’opinione ragionata su questi temi si debba prima rispondere ad una domanda fondamentale, come spiegherò tra poco.
Si è detto che il mondo cambia velocemente, supponiamo che fra qualche anno una qualsiasi nazione (per es. una ricchissima federazione di stati arabi, la Cina, gli stessi Stati Uniti in cui avesse preso il potere un dittatore, la Turchia etc.) aggredisca l’Italia dichiarando chiaramente che intende sottometterci e imporci le sue leggi, i suoi valori, la sua lingua e perfino la sua religione (so che sembra una ipotesi fantasiosa, ma potreste giurarci? conoscete il futuro?).
Supponiamo anche di avere tre possibilità:
➢ 1) Difenderci, ovviamente con le armi.
➢ 2) Contare sul fatto che altre nazioni, nostre alleate, scendano in campo per
difenderci.
➢ 3) Mettere in pratica il principio del rifiuto della guerra e arrenderci, accettando di
essere dominati forse per un breve periodo, ma forse anche per sempre.
Voglio sottolineare che io non intendo esprimere alcun giudizio su nessuna di queste tre possibilità, per quanto mi riguarda hanno tutte lo stesso valore.
La domanda di cui parlavo prima è questa: voi quale scegliereste ?
Se scegliete la prima ne segue che, se vogliamo essere in grado di difenderci efficacemente, dobbiamo avere un esercito valido e quindi spendere in armamenti e ammettere il fatto che molti soldati possano morire in guerra.
La seconda possibilità, riflettendoci, non sembra molto realistica: dovremmo accettare che altri combattessero per noi, mentre stiamo a guardare, che ne sarebbe della nostra dignità? E, ancor prima, quale nazione acconsentirebbe a essere nostra alleata a queste condizioni?
Ovviamente è lecito che scegliate la terza possibilità, ben consci che significa decidere anche per i vostri figli e nipoti e che essere dominati da altri, alla prova dei fatti, potrebbe risultare molto difficile da sopportare.
In ultima analisi si tratta di una scelta che potrei definire “esistenziale” : é meglio la guerra, eterna tragedia dell’umanità, o essere “schiavi”?